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Archive for novembre 2009

“Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio.

Puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti dico queste cose e la preoccupazione per un futuro che finirà con lo spezzare le dolci consuetudini del nostro vivere uniti, come è avvenuto per tutti questi lunghi anni. Ma non posso, onestamente, nascondere quello che ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano. E, ancora, l’idea che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro che incontrerai.
Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l’affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.

[…]
Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché.

Adesso che ti ho detto quanto avrei voluto evitare con tutte le mie forze, io lo so, lo prevedo, quello che vorresti rispondermi. Ti conosco e ti voglio bene anche per questo. Mi dirai che è tutto vero, che le cose stanno proprio così, che anche a te fanno schifo, ma che tu, proprio per questo, non gliela darai vinta. Tutto qui. E non so, credimi, se preoccuparmi di più per questa tua ostinazione, o rallegrarmi per aver trovato il modo di non deludermi, assecondando le mie amarezze.

Preparati comunque a soffrire.

Con affetto,
tuo padre

L’autore è stato direttore generale della Rai. Attualmente è direttore generale della Libera Università internazionale degli studi sociali, Luiss Guido Carli.
(30 novembre 2009)”
da La Repubblica.it

da leggere tutta anche se con grande amarezza.

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Il mio desiderio caro Presidente, è vederla difendersi dai magistrati in diretta tv. anche su una delle sue televisioni, cosi posso sapere una volta e per sempre se sono i magistrati degli sporchi comunisti o e lei uno che si è appropriato di una carica dello stato per proteggere il suo capitale costruito con il malaffare. Buon Natale

Inviato da aldo746 il 27 novembre 2009 alle 23:01″ da L’Espresso

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Le Monde punge: ecco il mondo visto dai leader
Berlusconi

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razzisti

Lega: «Un tetto alla cassa integrazione
per i lavoratori extracomunitari»

[…] Immediata la reazione del Pd- «Quell’emendamento è palesemente incostituzionale – dichiara afferma il capogruppo nella commissione Affari costituzionali della Camera, Sesa Amici – e sono sicura che la presidenza della Camera lo dichiarerà inammissibile. È in ogni caso la triste dimostrazione che la Lega, che ormai è l’ago della bilancia di questa maggioranza, arriva a strumentalizzare un grave problema sociale, com’è quello della disoccupazione, per cavalcare norme incivili e razziste del tutte prive di ogni fondamento e ragion d’essere».

CGIL – Netto anche il giudizio della Cgil: «Una iniziativa xenofoba e una vera e propria sciocchezza giuridica» afferma il segretario confederale, Fulvio Fammoni. «Questi lavoratori e i loro datori di lavoro – afferma – pagano come per tutti gli altri i contributi per accedere agli ammortizzatori sociali. Quindi si tratta di un emendamento improponibile a meno che la Lega non pensi che, come succede per la previdenza, i lavoratori stranieri devono solo versare e difficilmente ricevere il corrispettivo di quanto versato. È una esplicita istigazione al lavoro nero», conclude Fammoni.” da il corrieredellasera.it

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Ragazzino autistico scappa di casa e si nasconde nella subway di New York. Si è nutrito solo di snack e patatin

[…] Durante le sue peripezie nessuno gli ha mai rivolto la parola: «No, non lo trovo affatto strano», ha spiegato, «A nessuno frega nulla del mondo e delle altre persone».” da il corrieredellasera.it

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“Secondo i magistrati i processi destinati alla prescrizione se venisse approvata la legge Gasparri-Quagliariello sono oltre il 50% nei distretti di Roma, Bologna e Torino e tra il 20% e il 30% nei distretti di Firenze, Palermo e Napoli. La differenza abissale con la valutazione tranquillizzante del ministro si può spiegare con il fatto che il governo ha voluto comprendere nella sua statistica tutti i casi in cui lazione penale è appena agli inizi. Con uno sforzo di ottimismo ilministro ha ipotizzato che in questi casi e in astratto i processi potrebbero completarsi nel numero di anni imposto dalla nuova legge, pena la decadenza del procedimento: due anni per ognuno dei tre gradi di giudizio. Ma basterebbe la tagliola sul primo grado – il più lento – a determinare la gran parte delle prescrizioni, cosa che è ben nota alla stessa maggioranza tanto che avanza lipotesi di allungare a tre anni il limite per il processo di primo grado. Ma a quel punto la legge sarebbe molto meno utile al presidente del Consiglio,«utilizzatore finale» del processo breve.” da il Manifesto 24 novembre 2009, p. 5

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“MILANO – Un patto del web tra Microsoft e . Obiettivo: dare fastidio a Google. Si apre un altro fronte nella guerra che il tycoon australiano, proprietario di un vasto impero mediatico che sul web spazia dal Washington Post e il Sun, ha dichiarato al motore di ricerca di Mountain View, colpevole, secondo Murdoch, di trarre ingiustamente profitti dai contenuti giornalistici prodotti dal network NewsCorp. Secondo quanto riportato dal Financial Times, Murdoch sarebbe in trattativa con Microsoft per cedere a quest’ultima il diritto esclusivo d’indicizzare nel proprio motore di ricerca Bing, che, soprattutto nei Paesi anglofoni, vuole proporsi come vera alternativa a Google, i risultati inerenti ai siti di proprietà di NewsCorp. In parole povere, Microsoft sarebbe disposta a pagare per sottrarre a Google il traffico generato dalle risultati delle ricerche sul network di Murdoch, che scomparirebbe dalla lista di siti indicizzati da Google. Quest’ultima, alle accuse dell’imprenditore australiano, che ha parlato senza mezzi termini di furto di contenuti da parte di Big G. ha sempre replicato che il motore di ricerca porta traffico ai siti e che per titolari dei domini web in qualsiasi momento è possibile decidere di escludere il loro sito dall’indicizzazione di Google.” da il corrieredellasera.it

mandateli a quel paese, boicottate sia la NewsCorp di Rupert Murdoch che la Microsoft

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