“ROMA Laccordo è quasi obbligato. Perché una fumata nera porterebbe a una rottura insanabile nel Pdl e dunque nella maggioranza, con esiti imprevedibili. E perché Silvio Berlusconi ha trasformato la sigla dellintesa con Fini sulla giustizia in un patto di lealtà: o con me, o contro di me.” da il corrieredellasera.it
“ROMA – Ripristinare l’equilibrio tra potere politico e potere giudiziario alterato anche dall’abolizione dell’immunità parlamentare. Lo ha sottolineato il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, in un editoriale trasmesso nell’edizione delle ore 20.” da il corrieredellasera.it
“ROMA «Il presidente è preoccupatissimo ». Non cerano giri di parole o toni minimizzatori in chi descriveva nei giorni scorsi gli umori di Giorgio Napolitano davanti alle ipotesi di una frettolosa leggina sulla giustizia messa in cantiere dal governo dopo la bocciatura del lodo Alfano. Le diverse formule per abbreviare i termini di prescrizione sulle quali è allopera il consigliere giuridico e avvocato del premier, nonché parlamentare del Pdl, Niccolò Ghedini, rischiano di avere un pesante impatto su migliaia di processi. Ne estinguerebbe addirittura 600 mila, secondo alcune valutazioni. Effetti che, se da un lato salverebbero Berlusconi dai dibattimenti in cui è imputato per corruzione (il caso Mills) e per frode fiscale (la vicenda Mediaset sui diritti tv), dallaltro lato potrebbero tradursi in una sorta di amnistia mascherata, comè stato detto da più parti. Uno scenario molto preoccupante per il Quirinale.
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Ora, se non dovesse risultare digeribile dallintero centrodestra la «tagliola » sulla prescrizione studiata da Ghedini (che ha lavorato di bulino su come ridurre la sospensione al tempo di «assenza giustificata» dellimputato dal processo), ben più lacerante sarebbe leventuale recupero di unidea fatta circolare da ambienti del governo nelle settimane scorse. Lidea cioè di un provvedimento che sposti a Roma «per competenza funzionale» tutti i processi per le quattro Alte cariche dello Stato, ed è inutile ricordare che Silvio Berlusconi ne sarebbe lunico beneficiario.
In questo caso, il «no» presidenziale sarebbe certo. Anzi, se il governo, dopo la prevedibile bocciatura del Colle, si azzardasse a rivotarlo tale e quale imponendone la promulgazione al capo dello Stato (come prevede larticolo 74 della Carta costituzionale), rischieremmo di assistere a uno scontro tra poteri senza precedenti. In dottrina, infatti, si discute se il presidente della Repubblica non potrebbe e si ritiene appunto che potrebbe rifiutare la controfirma e sollevare un conflitto di attribuzioni davanti alla Consulta. Perché una norma del genere finirebbe per ledere un principio inderogabile della Costituzione: quello delluguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.” da il corrieredellasera.it
Non è moralismo ma con i problemi che ha l’Italia dobbiamo perdere tempo e denaro dietro ai terrori del signor Berlusconi?