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«Perché quello che vuol far contare Obama come in Italia è la persona, la comunicazione, più che le idee. In Italia è lo stesso. Non si discute delle idee o di programmi, ci si polarizza. Internet poi sta contribuendo a dividere i Paesi in tribù poco interessate a scambiarsi e a formarsi unopinione quanto ad affermare la propria. Persino Facebook sorpassa Google: si cercano sempre più persone non profondità di ragionamento. Temendo lastinenza ci si espone a un continuo flusso di informazioni non organizzate e prive di contesto che determinano unamnesia sociale rispetto agli eventi dei quali si sta discutendo».
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«La politica sicuramente. La democrazia screma, sa quali sono i temi prioritari da porre al centro dellattenzione. Quello che accade oggi è comunicazione, non trasparenza, è marketing, vendita del prodotto, non democrazia. La vitalità della democrazia si verificò persino ai tempi di Mani pulite»
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Così siamo molto vicini alla filosofia del piagnisteo.
«Tuttaltro. Ci sono cose possibili da fare. Così come nel 92 ogni istituzione deve riprendere consapevolezza del proprio ruolo. Capire che parole e atti hanno conseguenze e che buttare allaria tutte le regole in assenza di nuove è solo un appiccare ulteriori roghi. Dobbiamo capire in questa situazione di crisi dove sono i germogli nascosti di una possibile rinascita. Si ricominci a parlare delle idee e meno delle persone. Si eviti come potrebbe accadere a queste elezioni di spingere le persone a non votare».
Anche il non voto è una scelta democratica.
«No, in questo caso le persone stanno scegliendo di non consumare. Hanno capito che questa non è una campagna elettorale ma pubblicitaria e di marketing. Si vota per delle idee, lei le ha viste?».