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Saluti Piero
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Tullio De Mauro, principe dei nostri linguisti, [...] torna alla carica con una nuova edizione del suo libro La cultura degli italiani. Cultura o incultura?
I suoi dati dicono che il 70% degli italiani è pressoché analfabeta o analfabeta di ritorno: fatica a comprendere testi, non legge niente, nemmeno i giornali. Per il sapere un 70% di somari è una maggioranza deprimente; e per la politica costituisce unasinocrazia travolgente e facile da travolgere.
[...] La dizione è ricavata dal telecomando che consente e produce il cambiamento incessante dei canali televisivi; il che abituerebbe il nostro cervello al cosiddetto multitasking, al saper fare molte cose contemporaneamente. Davvero? Io direi, invece, che così veniamo abituati alla «sconnessione », a un saltare di palo in frasca che equivale alla distruzione della logica, della capacità logica di pensare una cosa alla volta, di mettere questa scomposizione analitica in sequenza, e nellaccertare se un rapporto prima-dopo sia anche un rapporto causa- effetto. Il progresso della tecnica è inevitabile.Ma deve essere contrastato quando produce lhomo stupidus stupidus. Sempre più i ragazzi di oggi vivono per 12 ore al giorno in «iperconnessione » e così, anche, in «sconnessione». Sono giustamente disgustati dalla politica. Ma dovrebbero anche essere disgustati di se stessi. Cosa sapranno combinare da grandi?
(da il corrieredellaserait)
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«Non credo che sia opportuno in questo momento», spiega il Cavaliere, perché «le dichiarazioni quotidiane di Bersani nei miei confronti ci hanno fatto perdere la fiducia che si possa arrivare a un interscambio produttivo basato sulla realtà» (da il corrieredellasera.it)
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[...]
«Perché quello che vuol far contare Obama come in Italia è la persona, la comunicazione, più che le idee. In Italia è lo stesso. Non si discute delle idee o di programmi, ci si polarizza. Internet poi sta contribuendo a dividere i Paesi in tribù poco interessate a scambiarsi e a formarsi unopinione quanto ad affermare la propria. Persino Facebook sorpassa Google: si cercano sempre più persone non profondità di ragionamento. Temendo lastinenza ci si espone a un continuo flusso di informazioni non organizzate e prive di contesto che determinano unamnesia sociale rispetto agli eventi dei quali si sta discutendo».
[...]
«La politica sicuramente. La democrazia screma, sa quali sono i temi prioritari da porre al centro dellattenzione. Quello che accade oggi è comunicazione, non trasparenza, è marketing, vendita del prodotto, non democrazia. La vitalità della democrazia si verificò persino ai tempi di Mani pulite»
[...]
Così siamo molto vicini alla filosofia del piagnisteo.
«Tuttaltro. Ci sono cose possibili da fare. Così come nel 92 ogni istituzione deve riprendere consapevolezza del proprio ruolo. Capire che parole e atti hanno conseguenze e che buttare allaria tutte le regole in assenza di nuove è solo un appiccare ulteriori roghi. Dobbiamo capire in questa situazione di crisi dove sono i germogli nascosti di una possibile rinascita. Si ricominci a parlare delle idee e meno delle persone. Si eviti come potrebbe accadere a queste elezioni di spingere le persone a non votare».
Anche il non voto è una scelta democratica.
«No, in questo caso le persone stanno scegliendo di non consumare. Hanno capito che questa non è una campagna elettorale ma pubblicitaria e di marketing. Si vota per delle idee, lei le ha viste?».
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«la Santanchè si limiti a scaldare la poltrona che ha gentilmente quanto misteriosamente ottenuto e lasci lavorare il Parlamento». Alessandra Mussolini (in il corrieredellasera.it)
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In diritto l’elettorato attivo è la capacità giuridica e la legittimazione ad esprimere, in genere tramite il proprio voto o comunque dichiarando in qualche modo la propria scelta, la preferenza per un candidato nell’elezione a cariche in genere pubbliche. Coincide in genere con il possesso del diritto di voto ed è la base per la formazione delle liste elettorali (intese come elenchi degli elettori).
[...]
In diritto, l’elettorato passivo è la capacità giuridica a ricoprire cariche elettive.
da Wikipedia
Allora nessuno priva i cittadini del diritto di voto, si impedisce, in base a leggi e regole vigenti, che alcuni possano godere dell’elettorato passivo per errori da loro compiuti nella presentazione della lista. Non vedo dove sta il problema se non la volontà di prevaricazione e una smodata ed incontenibile bramosia di poltrone.
Un elettore di destra dovrebbe riflettere su dei rappresentanti così scopertamente attaccati alla poltrona e tirare le ovvie conseguenze. Cercarsi dei rappresentanti migliori.
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Alexandre Koyré scriveva nel 1943 che, nei paesi totalitari, la massa «crede a tutto ciò che le si dice. Purché glielo si dica con insistenza, purché si lusinghino le sue passioni, i suoi odi, le sue parole. È dunque inutile cercare di restare al di qua dei limiti del verosimile: al contrario, più si mente grossolanamente, massicciamente e crudamente, meglio si sarà creduti e seguiti. Egualmente inutile è cercare di evitare la contraddizione: la massa non la noterà nemmeno» (Riflessioni sulla menzogna politica, 1994, p. 39)
[...] Il punto non è rispettare lintima convinzione dei politici, ma avere leggi che rispettino la libertà di agire di ciascuno di noi davanti alle decisioni importanti della vita. (Stefano Rodotà in, Eleonora Martini, Politici, liberateci dalla vostra coscienza, Il Manifesto, di Sabato 5 gennaio 2008, p. 7.)
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[...] TU CHIAMALE SE VUOI PRESCRIZIONI
La prescrizione non è un’assoluzione, ma un proscioglimento tecnico per motivi solamente procedurali: l’avvocato inglese David Mills, dunque, è colpevole di essersi fatto corrompere con 600 mila dollari per favorire l’imputato Berlusconi in due processi (tangenti alla Guardia di Finanza; fondi neri Fininvest – All Iberian), ma non può più essere punito, perché ha incassato la tangente più di dieci anni fa. Della condanna di primo grado, che era stata confermata anche in appello, resta valido solo il risarcimento civilistico del danno morale (che non cade in prescrizione): Mills dovrà versare 250 mila euro allo Stato italiano, che per legge, paradossalmente, è rappresentato nel processo dalla presidenza del consiglio dei ministri.
[...]
IL GRAN PRESCRITTO
Con analoghe dichiarazioni di prescrizione si erano chiusi altri importanti processi aperti a Milano in questi anni a carico di Berlusconi, tra cui spiccano i falsi in bilancio della Fininvest per circa un miliardo di euro (conti esteri della rete All Iberian), i finanziamenti illeciti per 21 miliardi di lire a Bettino Craxi in Svizzera, la corruzione del giudice romano Vittorio Metta attraverso l’avvocato Cesare Previti per conquistare la Mondadori.
da L’Espresso 25 febbraio 2010
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